sabato 16 marzo 2013

Marta Grande, laureata immaginaria?

1 comment
Premetto che ero partita prevenuta e scrivo questo post principalmente per fare ammenda. Sono fra quelli che hanno insultato e deriso immeritatamente Marta Grande quando è saltata fuori la faccenda della laurea "finta". Ahimè, la prossima volta imparo a fidarmi di Libero (cosa mi è saltato in testa?).
Dicevo, ne approfitto per scrivere un post in cui vi spiego come mai Marta (la chiamerò per nome, ormai, suvvia, che è una mia quasi coetanea) in realtà è effettivamente più o meno laureata e su come, secondo me, avrebbe dovuto comunicarlo (eh beh, io la laurea ce l'ho in Comunicazione, mica in FLIT).
Cominciamo innanzitutto con una lezioncina. Sfortunatamente non ho avuto il privilegio di studiare negli States, ma mi sono molto documentata negli ultimi giorni perché ci tengo a dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi ho stilato un piccolo riassunto di come funziona il sistema formativo USA (è un vero casino, fidatevi). Se dovessi aver capito male qualcosa fatemelo sapere e correggerò il post, ovviamente.
  1. Dopo la high school generalmente si fa un 3+2, come in Italia (non è proprio così semplice, ma permettetemi di semplificare che se no mi ci vogliono dieci anni): Bachelor of Arts/Sciences e poi Master degree. Solo che il 3 dura 4 anni perché loro fanno un anno in meno di scuole superiori.
  2. L'impegno nello studio viene calcolato in credit hour value che, se non ho capito male, indica quante ore di ciascun corso bisogna frequentare settimanalmente, quindi le 63 hours del FLIT non sono 63 hours effettive, sono ovviamente molte di più. Si tratta del loro modo (molto contorto, d'accordo) di calcolare i crediti (non è che i nostri CFU siano tanto meglio).
  3. FLIT (Foreign Language International Trade) indica un major, come qualche genio ha fatto notare. Un major è semplicemente l'indirizzo di studi, non è un corso a parte di durata inferiore o una cosa diversa dal Bachelor Degree, definisce solamente il campo di studi scelto. O almeno, io non ho trovato indicazioni che dicessero il contrario.
  4. Ma insomma, vi pare che quei cagacazzo delle nostre segreterie studenti avrebbero convalidato un titolo di studio se non fosse stato equivalente (equipollente mi hanno detto che è un'altra cosa, non mi addentro nei meandri del lessico di settore)?
 Quindi, salvo eclatanti rivelazioni per cui dovesse scoprirsi che la Grande in realtà ha comprato tutti i suoi titoli di studi da Oscar Giannino, siamo tutti più o meno d'accordo che questa benedetta ragazza ha un BA americano che le è stato riconosciuto e grazie al quale si è iscritta a una specialistica in Italia. Che poi non sia una "laurea" è solo una questione di terminologia che a me sembra irrilevante e in effetti è ingiusto appigliarsi a queste cose.

Ora, però, io credo che se avesse spiegato la faccenda in modo chiaro, come spero di aver appena fatto, tutto questo casino si sarebbe sgonfiato nel giro di una giornata. Il problema è che ha voluto parlare, non solo sul blog prendendosela con quelle canaglie dei giornalisti (dai, davvero, questa solfa ci ha stancato), ma anche con Cruciani della Zanzara che, insomma, non è noto per il suo lato tenero. Il che sarebbe stato una mossa geniale, che dimostrava carattere, se non fosse per la faccenda di Schengen. In sostanza la donzelletta ha sostenuto che la non validità legale della sua laurea dipendesse dagli accordi sulla libera circolazione delle merci e delle persone nell'Unione Europea. Come mi fa notare il prode Luca però, il riconoscimento dei titoli di studio si deve agli accordi di Bologna. Io non lo sapevo (anche se sapevo cos'era Schengen) ma una che studia Relazioni Internazionali dovrebbe, insomma, la faccenda è piuttosto imbarazzante.

Ecco quindi che come successe a Oscar Giannino, la toppa fa più danni del buco che serve a coprire. Un buco, oltretutto, fatto da Libero per criticare Repubblica, che viene citata forse più spesso di Marta Grande nel pezzo in cui viene "denunciata" la questione.

Ora io non vorrei dire, ma un partito che fa della sua bandiera valori come trasparenza e meritocrazia (bruttissima parola), dovrebbe come minimo avere dei rappresentanti degni del pulpito su cui sono saliti. E mi chiedo: dov'era l'ufficio comunicazione dei Cinque Stelle quando succedeva tutto questo? Ah, giusto: a scomunicare ufficialmente Cruciani perché aveva fatto due domande in più. Un #epicfail colossale.

Cari Cittadini, non sarebbe il caso di rinnovare il vostro modo di fare comunicazione, prima di metter mano al Parlamento?


1 commento:

  1. Ciao, c'è una sorpresa per te sul mio blog! Passa a dare un'occhiata!
    http://notvoguebaby.blogspot.it/2013/04/liebster-blog-award.html

    RispondiElimina