giovedì 14 marzo 2013

#GoogleGlass - il giornalismo italiano è pronto?

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Google Glass
Stamattina ho letto un interessante articolo uscito su Poynter che analizza il potenziale dei nuovi Google Glass per la creazione di app d'informazione.
L'articolo racconta come i nuovi occhiali potranno essere utili per diffondere i titoli delle notizie che verranno poi lette da un sintetizzatore vocale integrato nel dispositivo.
I Glass infatti sono studiati per un consumo passivo: sarebbe impossibile e dispersivo inserire interi testi nell'interfaccia ideata dai cervelloni di Big G.

Poi c'è la contestualizzazione della notizia: questo significa una maggiore geolocalizzazione dei contenuti e un passo in avanti verso il web semantico. Le prospettive per il mondo dell'informazione sono rivoluzionarie. Significherebbe finalmente dedicarsi solo ai contenuti e alla distribuzione e abbandonare la zavorra del 2.0 che le testate non sono mai riuscite a sfruttare a proprio vantaggio.
Ovviamente è tutto molto interessante e futuristico, ma il pezzo è stato scritto da un istituto americano che si occupa di ricerca e innovazione, quindi i dubbi che ha sollevato nella mia testolina sono parecchi. 
Innanzitutto consideriamo che i tempi sono piuttosto ristretti: i Google Glass saranno commercializzati nel 2014 ma presto usciranno le API che consentiranno agli sviluppatori di lavorarci su.
A fronte di un mercato dell'informazione nazionale altamente arretrato e una scarsissima attenzione dei nostri editori verso tutto ciò che può costituire innovazione (a meno che non sia utile a tagliare il personale), come potrà l'Italia adeguarsi così in fretta a quello che da noi viene percepito ancora come futuro ma che è già attuale?
Non solo: probabilmente sarà necessario appoggiarsi alla piattaforma di Google per la distribuzione e ciò significherà delegare una parte della propria indipendenza (e dei propri utili) al colosso di Mountain View. Viste le recenti dispute con la stampa Francese e la promessa di non scendere più a patti con l'industria editoriale, siamo sicuri che questa soluzione non rischi di trasformarsi in un autogol?
Non sarebbe il caso, finalmente, d'investire sulle tecnologie e porsi come innovatori, anziché correre sempre dietro al cavallo sbagliato e sperperare energie, risorse e posti di lavoro in una battaglia che la stampa è destinata a perdere?

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